Provincia di AREZZO
 
  Compagnia   TEATRO STABILE DI MUGLIANO



COMPAGNIA
denominazione TEATRO STABILE DI MUGLIANO
via Montione, 64
comune Arezzo
cap 52100
provincia AR
rec. telefonici 0575.380603 - 347 0935175
fax
sito internet
mail f.imparati@virgilio.it



LA COMPAGNIA
storia ed identità

Il Teatro Stabile di Mugliano nasce nel 1988, con "Le giostre del Toppo", improvvisa e felice scoperta che era (ed è) possibile fare teatro anche in provincia, senza grandi strutture. Le sue rappresentazioni sono per lo più in dialetto aretino o cortonese, con solo due casi di produzioni in lingua.

E' stata un’impresa monumentale resa possibile soltanto grazie ad una straordinaria partecipazione corale della gente del territorio, a svariate organizzazioni culturali della provincia e a tutte le migliori leve del panorama teatrale aretino che lavorano egregiamente accanto ad improvvisati attori. Da questa straordinaria esperienza nasce un gruppo giovane che, con il contributo fondamentale di Pier Francesco Greci e sotto la guida di Santino Mazzini, lavora scavando nella memoria contadina offrendo a tutti gli interessati l’antico e sempre nuovo spettacolo del teatro. Il gruppo definisce il proprio lavoro come "Teatro della memoria, teatro della terra, teatro delle favole".

I risultati ottenuti nelle molte Rassegne Teatrali alle quali la compagnia ha partecipato sono i seguenti:
- 1990: 1° premio per l’Attore e l’Attrice Protagonista al Premio Nazionale di Teatro Popolare "Il Giogo" di Montagnano con la commedia "Tarabai" di PierFrancesco Greci.
- 1992: 1° Premio alla Compagnia e 1° Premio all’Attore Protagonista nel Premio Internazionale di Teatro Popolare "Il Giogo" di Montagnano con la commedia "La villeggiatura" di PierFrancesco Greci.
- 1993: 2° Premio alla Compagnia e 1° Premio all’Attore Protagonista nella Rassegna Teatrale "Il Catorcio" di Anghiari con la commedia "La villeggiatura" di PierFrancesco Greci.
- 1993: 1° Premio alla Compagnia alla "Rassegna-Concorso per Gruppi Teatrali Amatoriali" organizzato ad Ambra dal Comune di Bucine con la commedia "La villeggiatura" di PierFrancesco Greci.
- 1994: 1° Premio all’Attore Protagonista nel Premio Internazionale di Teatro Popolare "Il Giogo" di Montagnano con la commedia "Buum che mina" di Zeno Marri.
- 1995: 1° Premio all’Attore Protagonista nel Premio Internazionale di Teatro Popolare "Il Giogo" di Montagnano con la commedia "Gigi e la Crezia alle cure termali", di Zeno Marri.
- 1995: 1° Premio alla Compagnia e 1° Premio all’Attore Protagonista alla "Seconda Rassegna Nazionale di Teatro Popolare in Piazza" a S. Marcello Pistoiese (Pistoia) con la commedia "La villeggiatura" di PierFrancesco Greci.
- 1998: 1° Premio alla Compagnia al Premio Regionale Teatrale Amatoriale " Il Fanfulla "di Marciano della Chiana con la commedia "Il gastigamatti" di Giulio Svetoni.
- 2001: 1° Premio alla Compagnia nel Festival Nazionale di Teatro Popolare di Arezzo con la commedia "La zia di Carlo" di Thomas Bernard.
- 2005: 1° premio per l’Attore e l’Attrice Protagonista alla "Rassegna-Concorso per Gruppi Teatrali Amatoriali" organizzato ad Ambra dal Comune di Bucine con la commedia "Grazie nonno" di Luciano Baroni.

1992- "La villeggiatura", di P. Francesca Greci. Pasquale e la Beppa, ben assortita coppia di contadini della Val di Chiana, con 5 figli, fra cui Silvano e Silvana, si trovano a contrapporre il proprio mondo di semplicità "bonacciona" ma assai arguta con il mondo della nuova classe borghese che, intorno al 1920, mette in evidenza il suo interesse per il benessere e la ricchezza. La famiglia borghese con il ragioniere Ermenegildo, la signora Edvige (sempre pronta agli svenimenti) e la figlia Kati si reca in villeggiatura in una casa padronale acquistata presso l’abitazione del contadino Pasquale. La figlia Silvana andrà in città al servizio dei signori, presso i quali, oltre alla scoperta (con grande meraviglia) di tutte le modernità per l’igiene e la pulizia, vede il bidet oppure il caffé al posto del famigerato "bevarone" di ghiande. Mentre Kati, la figlia dei signori, scoprirà invece che l’aria di montagna tira su certi "giovanottoni", come Silvano, che oltre ad essere selvaggi possono essere anche gentili ed educati. Alla fine, dopo l’interessamento del ragionier Ermenegildo ai progetti di Silvano ai quali aderirebbe finanziariamente molto volentieri, e dopo una trentina di svenimenti della signora Edvige, i due giovani convoleranno a giuste nozze, segno evidente di un mondo che cerca di cambiare nonostante le classi sociali.
1992- "Buuum che mina" di Zeno Marri. Da una vicenda accaduta attorno agli anni ’20 nelle campagne di Cortona, Zeno Marri ci offre la testimonianza di una quotidianità contadina che, con i suoi folcloristici personaggi, ispira la comicità più genuina e spontanea. L’impianto scenico è la cucina padronale dei possidenti Lindo e Lucia. Lui, vulcanico e irascibile, sarà colpito proprio nella propria principale ragione di vita, il bestiame, per assecondare il piano (la mina) che lei, aiutata col massimo impegno dall’anziana governante e dalla moglie del contadina, ha studiato: combinare le nozze tra il figlio Cecco, il quale se la intende già con la maestra del paese, e la figlia del ricco vicino. Così, per risolvere un dissidio nato (guarda caso) per il bestiame e per "approfondire l’amicizia tra le due famiglie", le donne organizzano un pranzo, dove i due giovani familiarizzano e il Sor Pietro approfitta della situazione ottenendo un rimborso spropositato per una vacca malformata e per il suo vitello che ancora non è nato, mentre al padron Lindo, fra mille improperi e maledizioni, non rimarrà altro da fare che ingoiare l’amaro boccone.
1998- "I castigamatti", di Giulio Svetoni. Firenze negli anni ’30-’40. Il sor Giovanni, commerciante di frutta e verdura, con la moglie Ortenzia deve gestire il ménage familiare, reso abbastanza difficile dalla presenza di due figlie, entrambe in età da marito, che non vanno troppo d’accordo. Infatti la figlia Gaetana, carattere difficile, dispettoso e ribelle, sempre disposta a litigare con tutti, specialmente con Giana, la donna di servizio non disposta a sottostare alle sue prepotenze. Fra i tanti litigi, le minacce di Giovanni e la prediche di Ortenzia si giunge al matrimonio delle due ragazze. Naturalmente Bianca, la sorella brava e giudiziosa, sposerà un ragioniere ed avrà per testimoni Cavalieri e Commendatori, mentre Gaetana sposerà un semplice garzone di macellaio che fino al giorno del matrimonio cercherà di dimostrare che è lui il "gastigamatti", presentandosi vestito in modo ridicolo proprio per contrastare le assurde pretese della sposa. L’azione del "gastigamatti" continuerà dopo il matrimonio nella nuova casa di Gaetana e Michele; quest'ultimo, aiutato dalla vecchia madre, farà di tutto per dimostrare chi è il "padrone" che fa tutto in modo giusto, al contrario delle assurde pretese della moglie Gaetana.
2005- "Grazie nonno", di Luciano Baroni. Il sipario si apre sul quotidiano di una famiglia popolare della Firenze degli anni ’60. Fra le pittoresche uscite dei vari personaggi si delineano le vicende dei tre giovani fratelli: le velleità di fondare nel mondo dello spettacolo con i maldestri tentativi e i consigli interessati di improvvisati intermediari, i focosi corteggiamenti di un fidanzato macellaio, le mire di un fattore-usuraio. Il tutto sotto la supervisione bonaria del nonno malato di cuore, il quale, una volta passato a miglior vita, per mezzo di un’invenzione scenica rimarrà fra i personaggi per dispensare consigli molto importanti…

sac longchamp pliage pas cher , louis vuitton pas cher , jordan pas cher , air max bw pas cher , air max tn pas cher , soldes 2009 - "Come si rapina una banca" di Samy Fayad, regia di Santino Mazzini

 

 

 

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