Provincia di FIRENZE
 
  Compagnia   LA GIOCONDA di Firenze



COMPAGNIA
denominazione LA GIOCONDA di Firenze
via Giovanni da Empoli
comune Firenze
cap 50127
provincia FI
rec. telefonici
fax
sito internet http://www.compagnialagioconda.it
mail d.nutini@tiscali.it



LA COMPAGNIA
storia ed identità

Il gruppo teatrale La Gioconda nasce nel 1983 per volontà dell'allora don Giuseppe Padovani, parroco della chiesa dell'ascensione di nostro signore Gesù Cristo a Firenze, che per animare la festa della rificolona dell'otto settembre, chiese al gruppo giovanile di allora di preparare una commedia, possibilmente da ridere. In realtà non era proprio la prima volta che quei ragazzi dai quindici ai venti anni si cimentavano con rapresentazioni teatrali. Infatti già qualche tempo prima avevano messo in scena le commedie "La famiglia Squilloni" e "I' poeta Fagioli", in parte scritte da loro stessi. comunque per la festa della rificolona del 1983 fu scelta una vera commedia in tre atti, "Pasqua di rose", che aveva addirittura un finale drammatico e che per l'occasione fu riscritto con inevitabile lieto fine. Viste le potenzialità del gruppo, i signori Morbidelli Cesare e Laura, ai quali dobbiamo in qualche modo l'inizio di questa attività, procurarono al gruppo il nuovo testo "La bottega di Sghio", che per la sua innata comicità proiettò la compagnia teatrale verso un fulgido futuro artistico (forse ci siamo lasciati un po' andare nell'enfasi giornalistica del discorso...). Abbandonata la tutela dei signori morbidelli (sempre presenti tutt'ora come spettatori alle nostre rappresentazioni), il gruppo prese a camminare con le proprie gambe sotto l'impulso di alcuni dei componenti di maggior spicco della storia della compagnia quali andrea piccioli, gianfranco di prima, Luca Grillandini, Fabio Innocenti e Paola Manetti che ancora oggi fanno parte del gruppo, e come francesco golfieri, maurizio bernasconi, francesca lapini ed altri ancora che per motivi diversi non svolgono più questa attività. Fu quindi la volta della commedia "Il bisognino fa trottar la vecchia", che riscosse sempre un buon successo e che segno' anche la fine del primo ciclo teatrale a causa di obblighi di militare e lavorativi di alcuni attori e scenografi.
l'attività viene ripresa nel 1987 con "e chi vive si da pace..... " con qualche nuovo innesto di partecipanti che lascera' il segno da li' in poi nel futuro della compagnia quali daniele nutini, tiziana cioffi e ilaria grillandini.
nel 1990 viene deciso di dare un nome alla compagnia, che da quell'anno in poi si chiamera' "la gioconda". il gruppo quindi ha continuato la propria attivita' fino al 1997 con la rappresentazione di una memorabile ed insuperata "Acqua cheta" cantata con tanto di ambientazione scenografica particolarmente curata nei minimi dettagli sia sul palcoscenico che in sala.nel mezzo troviamo titoli di prestigio come "La pulce nell'orecchio", "trappola per topi", "Arsenico e vecchi merletti", "la presidentessa", "l'hotel del libero scambio", per citare alcune commedie in italiano e le piu' importanti commedie in vernacolo fiorentino, quali "il gatto in cantina", "Giocondo zappaterra" e "La trovata di sor orazio".ricordando che la compagnia e' composta esclusivamente da dilettanti autodidatti mossi da sana passione, che comunque svolgono tutti la propria normale attivita' lavorativa in altri ambiti, questi anni non sono stati privi di difficolta', sia per motivi professionali che per i naturali cambiamenti delle condizioni familiari che hanno coinvolto un po' tutti i componenti della compagnia.
Quest'ultima motivazione ha portato alla sospensione dell'attivita' dal 1998 al 2002.
su spinta ed iniziativa dei due umili sottoscritti, a settembre 2002 con la commedia "Grazie nonno" rappresentata all'inizio del 2003, il gruppo teatrale e' ripartito con nuove motivazioni e nuove persone. il ventaglio delle generazioni rappresentate e' molto vasto, si va dai 20 anni dei piu' giovani agli olre 40 dei piu' vetusti.
Ci preme sottolineare che sicuramente il clima sereno e giocoso che in questi due anni si e' respirato al suo interno e' stato fondamentale per la spinta a realizzare nel 2004 e nel 2007, rappresentazioni della portata delle "pillole dell'amore" e "quando il diavolo ci mette lo zampino…", forse le piu' belle e complesse commedie insieme a "l'Acqua cheta" della vecchia gestione, mai rappresentate.
Per quanto riguarda la destinazione che in questi anni hanno avuto le somme incassate dalla vendita dei biglietti, al netto delle spese sostenute, ci preme precisare che sono sempre state destinate alla parrocchia che le ha utilizzate per le necessita' di sostentamento proprio e carita' a terzi .
da quest'ultime due commedie pero', dietro autorizzazione dell'attuale parroco, il grande (in tutti i sensi.....) don luca pagliai, il gruppo ha scelto e provveduto direttamente , oltre al consueto contributo per la parrocchia, a donare parte degli incassi ad enti morali quali la comunita' di sant'egidio, ucodep, emergency e la lega dei tumori.

2004- "Le pillole dell'amore", commedia di D. Nutini. Parigi anni ’20. Il dottor Frontignan, stimato medico e marito fedelissimo della bella Angelica, rimane vittima dello scherzo del collega dottor Lavirette il quale sperimenta su di lui una medicina afrodisiaca di sua invenzione: "Le pillole dell’amore". L’effetto è a dir poco "straordinario"…il protagonista diventa suo malgrado un don giovanni irresistibile pronto ad insidiare tutte le donne che gli capitano a tiro. Una serie di esilaranti disavventure, accompagnate dall’intervento di eccentrici personaggi come un americano in cerca di vendetta, un colonnello in pensione ed altri ancora, metteranno il povero Frontignan in grossi guai… Fino a quando…Accompagnata da sottofondi musicali ad effetto che valorizzano le scene di maggior impatto e ne formano parte integrante, "Le pillole dell’amore" è una commedia con un perfetto meccanismo comico, dove, in ogni istante, la vicenda si complica con equivoci e colpi di scena, degenerando in situazioni sempre più paradossali che allo spettatore sembrerà quasi impossibile poter riportare il tutto alla normalità e …al lieto fine.
2007- "Quando il diavolo ci mette lo zampino", di D. Nutini. Ambientato in un paesino qualunque dell’entroterra toscano, la commedia si dipana sullo sfondo dell’eterna diatriba politica tra destra e sinistra alla fine degli anni ‘60. La tranquilla routine di un famiglia di braccianti viene sconvolta da un angelo novizio che si trova suo malgrado a fare una scommessa niente di meno che con il diavolo in persona. Per effetto di una finta eredità costruita ad arte dal diavolo, la povera famiglia si troverà a rinnegare tutte le proprie credenze e convinzioni, accettando addirittura di effettuare uno scambio di persona in nome del dio denaro. Il tutto condito da una carrellata esilarante di personaggi tra cui il prete del paese, il pizzicagnolo, il parrucchiere gay e l’anziana nonna che contribuiranno a movimentare la scena in ogni momento. Finale pirotecnico dove lo spettatore assisterà al trionfo dei buoni sentimenti e chissà che fine farà l’eredità…
2007- "Mi faresti un piacere?", di D. Nutini. Commedia divertente, con battute fulminanti e ritmi serrati. Ambientata a Firenze a cavallo tra gli anni ‘50 e ‘60, la commedia, narra la storia di Roberto, ricco cinquantenne che vive di rendita, il quale viene condannato in contumacia ad un mese di carcere per aver schiaffeggiato un maresciallo dei carabinieri al cinema, dove si era recato di nascosto con la sua amante. Per evitare che la propria moglie scopra tutto, riesce a farsi sostituire in prigione da un amico squattrinato, mentre egli se ne va in vacanza con la famiglia. Ma la vicenda si complica maledettamente perché l’amico ne combina di tutti i colori e l’intreccio che si crea tra i vari personaggi è un carosello spumeggiante, tra un equivoco e l’altro. A rendere ancora più comica la situazione, contribuiscono alcune macchiette come il nonno scommettitore, un ex carcerato ed un mago a dir poco eccentrico.Parigi anni ’20. Il dottor Frontignan, stimato medico e marito fedelissimo della bella Angelica, rimane vittima dello scherzo del collega dottor Lavirette il quale sperimenta su di lui una medicina afrodisiaca di sua invenzione: "Le pillole dell’amore". L’effetto è a dir poco "straordinario"…….il protagonista diventa suo malgrado un don giovanni irresistibile pronto ad insidiare tutte le donne che gli capitano a tiro. Una serie di esilaranti disavventure, accompagnate dall’intervento di eccentrici personaggi come un americano in cerca di vendetta, un colonnello in pensione ed altri ancora, metteranno il povero Frontignan in grossi guai…. Fino a quando…..Accompagnata da sottofondi musicali ad effetto che valorizzano le scene di maggior impatto e ne formano parte integrante, "Le pillole dell’amore" è una commedia con un perfetto meccanismo comico, dove, in ogni istante, la vicenda si complica con equivoci e colpi di scena, degenerando in situazioni sempre più paradossali che allo spettatore sembrerà quasi impossibile poter riportare il tutto alla normalità e ……. al lieto fine.

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