Provincia di AREZZO
 
  Compagnia   IL GIOGO



COMPAGNIA
denominazione IL GIOGO
via del Toncato, 17
comune Montagnano-Monte San Savino
cap 52048
provincia AR
rec. telefonici 0575.902482
fax
sito internet http://www.teatroilgiogo.com
mail teatroilgiogo@technet.it



LA COMPAGNIA
storia ed identità
Ancor prima della costituzione dell’Associazione IL GIOGO, esisteva nel paese un gruppo teatrale amatoriale che svolgeva la sua attività da circa dieci anni.
Vista l’esigenza di migliorare il proprio livello espressivo, nacque l’idea di affidarsi ad un regista di esperienza come Lucio Fanetti.
Sotto la sua guida è migliorata la recitazione e gli attori sono stati coinvolti anche nella stesura dei testi, che business news nella maggior parte dei casi erano rielaborazioni di lavori di autori classici riadattati al dialetto locale chianino.
Il gruppo, che in quel periodo è riuscito a farsi conoscere in un territorio più ampio, ha partecipato a varie rassegne e ottenuto un buon successo sia di critica che di pubblico.
Dopo la scomparsa dell’amico Fanetti, alla Regia del Gruppo è stato chiamato Giulio Vignoli.
Dall’anno l998 l’attività è continuata ed ha mantenuto nella scelta dei testi, la tradizione di rielaborazione ed adattamento di autori di periodi diversi.
La Compagnia ha partecipato ad importanti rassegne nazionali e internazionali: da Laives ( Bolzano), a Salerno, Portogallo Francia  Grecia e altre manifestazioni regionali.

2003- "I reduci", liberamente ispirato a "I Dialoghi" (i celebri Parlamento e Bilora) che Angelo Beolco, detto "il Ruzante", scrisse quasi cinque fake ray bans secoli fa. Cinquecento anni, un’eternità! Eppure le storie parallele di Bista e Amerigo, i due contadini che tornano a casa dopo anni di guerra e trovano entrambi la moglie "accasata", sembrano non aver perso, trasportate in Val di Chiana e ad Arezzo alla fine del 1943, neanche un po’ di quella grandissima forza teatrale che le ha rese famose nel mondo.
2004- "La Palmira", da "La Moscheta" di Ruzante, per la regia di G. Vignoli. La vicenda narra la storia, ambientata nel secondo dopoguerra, di Palmira - una contadina appena inurbata - e dei suoi  tre  uomini: il pellaio Edo, suo marito, il fattore Ottorino, suo amante da sempre, e il poliziotto siciliano Gerardo Argalia della Squadra politica della Questura di Arezzo, l’ultimo arrivato.  
2005- "La mamma  di Rosina era gelosa bim bum bam!" I fatti della storia, ridicoli e insieme serissimi, accaddero tutti uno dopo l’altro sull’aia della misera casa di terra di Elena e Tilde, nei pressi di Montagnano il 29 giugno 1917, in occasione cheap ray ban della Festa di San Pietro e Paolo, tra le sei del pomeriggio e le nove e mezzo di sera di latest news quella caldissima giornata d’estate. Il Regno d’Italia era in guerra da poco più di due anni: gli uomini validi erano tutti al fronte o a conquistare la lontanissima Valle di un qualche fiume sconosciuto. Nei campi, a sudare come bestie, c’erano gli anziani, gli invalidi e soprattutto le donne. Il padrone e il mugnaio suo nipote non erano naturalmente né al fronte né nei campi: erano tutti e due occupati in tutt’altra faccenda...
2008 - “La  Midicina” due tempi di Roberto Arrigucci, regia di  Giulio Vignoli
 La storia: si svolge , verso la fine dell’estate del ’60, in un ciuffo di case di contadini nei pressi di Montagnano. Gli uomini sono andati a lavorare al telaio a Soci , a Prato, a Biella ; le donne mandano avanti da sole il lavoro dei campi; si stà ancora lavorando al tratto dell’Autostrada che attraversa la Val di Chiana, le Olimpiadi di Roma stanno per finire, ricorre più o meno malinconicamente il secondo anniversario dell’abolizione delle ‘case chiuse’.. ,quando su questo tranquillo universo piomba ad agitarlo , all’improvviso , una prodigiosa midicina che viene dal Caucaso, in Unione Sovietica.
 
"Ma l'Angiola Chi, la moglie de coltrone?" di Capotondo di Silvestro Cartaio dei Rozzi, regia Giulio Vignoli.
Un rusticano, buffo ma per niente lieto "quadrilatero" d'amore - l'abbiamo rubata al "Capotondo" di Salvestro Cartaio dei Rozzi di Siena, che è una commedia del 1550. E poi, come è ormai nostra abitudine, l'abbiamo spostata alla fine dell'estate del 1945 - subito dopo la fine della 2ª Guerra Mondiale - e da latest news qualche parte qui nella Val di Chiana.
  Nevertheless, it seems as though then Zenith Movado (an American company)  produced unofficial Museum Dial watches without permission, credit, or compensation to Nathan George Horwitt. The records I've found don't all agree on when this started  and whether these unofficial watches started being produced in the late 1940s or not until the later 1950s. Whenever it began so started a long legal battle and difficulty for Horwitt to benefit from his design. Furthermore, the "Museum Dial" name did not actually come until later

   

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REFERENTE 1
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