Provincia di AREZZO
 
  Compagnia   IL CILINDRO



COMPAGNIA
denominazione IL CILINDRO
via di Monsigliolo, 15
comune Cortona
cap 52044
provincia AR
rec. telefonici 0575.678172 - 3343244074
fax 0575.678172
sito internet http://www.compagniailcilindro.net
mail info@compagniailcilindro.net



LA COMPAGNIA
storia ed identità
La Compagnia "il Cilindro" è un’associazione culturale di amanti della tradizione contadina toscana e in particolare della Val di Chiana che, dal 1978, ripropone sia spettacoli folcloristici (notevole la riproposta del rito contadino "sega la vecchia") che commedie popolari. La  compagnia interviene anche nelle realtà socio-culturali della zona, dedicandosi in particolare al mondo giovane e al teatro dentro e fuori la scuola. Da tempo promuove nelle scuole la costituzione di laboratori di tradizioni popolari con lo scopo di ricercare e rappresentare il patrimonio culturale legato alle radici di ognuno, riscoprire la propria cultura attraverso una sua fruizione reale e viva, rafforzare la personalità e dare sicurezza a ragazzi in età di forte cambiamento attraverso la pratica del teatro, della musica e della danza popolare.
1990- "La tesa", di Zeno Marri. Commedia popolare in vernacolo "chianaiolo", in tre atti. Menca, anziana massaia, mette in atto tutte le sue strategie per cercare di far cadere nella "tesa" la famiglia di due ricchi fratelli coltivatori diretti e farli sposare con le sue due nipoti, fra continui litigi con il marito, il vecchio Tripoli che non si stanca mai di chiamarla "ruffièna", e l’immancabile banchetto finale per i due …battesimi dei bisnipoti.

1991- "Il forno dell'Isilina", atto unico di Z. Marri. La scena è ambientata davanti a un forno di una casa colonica dove un gruppo di donne si ritrova per la cottura del pane. Talvolta, come in questo caso, l'infornata può venir male provocando l’arrabbiatura della massaia e l’ilarità delle vicine, le quali, tuttavia, sono a loro volta vittime dello scherno della "lingua di fuoco" della padrona di casa, insieme al malcapitato marito.

 1992- "Tango de la gillusìa 'n Chjiena" di Z. Marri. La gelosia è il motore di tutte le vicende della commedia. I primi ad essere contagiati sono Gigi e la Menca, una coppia di non più giovani contadini con una figlia in procinto di sposarsi. Tutto comincia quando la Menca trova nelle tasche del marito un calendario di quelli che i barbieri regalano a Natale. Presa dalla gelosia decide di farsi confezionare per il matrimonio della figlia un vestito come quelli indossati dalle "donnine" del calendario...dando luogo a immaginabili situazioni comiche. A questo punto scoppia un parapiglia e la gelosia che ormai è dilagata rischia di far saltare anche il matrimonio della figlia e di rompere quello della sorella di Gigi, la quale, con il marito finanziere, era arrivata giusto per essere presente al matrimonio della nipote. Con l’aiuto di uno inconsueto mago le vicende verranno chiarite e tornerà la pace fra tutte e tre le coppie.

dal 1995 Spettacoli folcloristici.
Lo spettacolo comprende balli (sciotis, manfrina, quadriglia, trescone,…) e canti (Stornelli, Maremma, la mamma ‘un vole, Le raccolte in Casentino, La leggera, Quando nasceste voi, Zì Cecco Beppe, Terremoto, Italia bella, Se mi ascoltate...) della tradizione contadina della Valdichiana e Toscana o della tradizione popolare italiana (tarantella, lo spazzacamino, la serenata, il becco dell'anatra, ...) Per sua natura flessibile è adattabile ad ogni situazione e luogo e anche il numero degli artisti (fisarmonicisti, chitarristi, cembalisti, danzatori, cantanti) può variare, a seconda dello spazio disponibile, da 10/15 a 25/30persone).Puo’ essere eseguito sia itinerante che in luogo fisso, per terra o su palco.La durata può variare da un’ora a due ore con alternati canti e balli popolari. Se la situazione lo consente viene coinvolto anche il pubblico nel ballo finale, in genere la Quadriglia. A richiesta lo spettacolo può essere ambientato con figuranti che eseguono antichi mestieri (intreccio dei canestri, ricamo, uncinetto, sgranatura del granturco, concia con il “crovello”…). Può essere anche integrato con ambientazioni di scene in prosa.


1996- "Il pataracchio", di F. Paolieri. La commedia (in tre atti) tratta dei vari corteggiamenti a Maria, la bella figlia di Nanni, da parte del figlio del fattore e del padroncino. Vengono tutti respinti per il simpatico Cencio, garzone di famiglia, amato segretamente. La situazione precipita a causa di una paventata cacciata della famiglia dal podere da parte dei padroni perché "il pudirino non rende"... finché tutto si risolve fra canti e balli.

1997- "Bruscello di S. Margherita", tratto dalla tradizione orale della Val di Chiana. Un tempo, tra il carnevale e  la quaresima, durante le feste patronali o altre ricorrenze, era in uso che gruppi di contadini si ritrovassero per rappresentare opere in rima che narravano le gesta o la vita di alcuni personaggi. Il contenuto poteva essere storico e epico (Orlando e Fioravanti, Carlo Magno, Pia dei Tolomei...) o di carattere religioso (vita dei santi, episodi biblici...) o rituali (sega la vecchia...). La rappresentazione in genere avveniva nelle case o, quelle di carattere sacro, nelle chiese. Il gruppo arrivava portando un ramo (fuscello o bruscello) ornato di fiocchi e campanelli, simbolo augurale di fertilità e, dopo un canto di saluto iniziale, rappresentavano il "bruscello". Chiudevano con un canto di questua e poi ripartivano per un altro casolare. Quello che la compagnia "il Cilindro" presenta è ripreso dalla tradizione orale della Val di Chiana e, ripercorrendo la leggenda della vita di S.Margherita, rappresenta il conflitto ancestrale fra il bene e il male.
 
1998- "Cantar Maggio e altre storie", scene, canti e balli della tradizione contadina. Con questo spettacolo la Compagnia "il Cilindro" rievoca momenti di vita contadina, con bozzetti, canti della tradizione orale (stornelli, serenate, contrasti...) e balli di una volta (sciotis, quadriglie, trescone, ballo della chiama...). Inizialmente il gruppo esegue "Cantar Maggio", canto beneaugurante di primavera, e alcuni dei più bei canti popolari toscani (Maremma, il pecoraro, Italia bella ecc...). Successivamente, se lo spettacolo è itinerante, riprenderà il cammino verso un altro luogo per la prosecuzione della rappresentazione. Durante il percorso si fermeranno per strada a mangiare quello che è stato raccolto durante le varie soste, stenderanno la tovaglia per terra, mangeranno pane, salame, salsicce e berranno vino accompagnandosi con battute e voci a soggetto. Poi riprenderanno il cammino.

1998- "All’ombra del pagliaio", spettacolo folk collettivo. Scene, canti e balli della tradizione rurale. Lo spettacolo è stato ideato dalla compagnia e allestito in occasione del 20° anno di attività ed ha come protagonista la vita di due contadini le cui vicende si intrecciano con quelle del mondo rurale in cui vivono: i lavori, i rapporti con i padroni, i giochi dei bimbi, le feste, i balli e i canti, gli amori, l’emigrazione, la tecnologia che avanza…

2005- "Giocondo Zappaterra", commedia-operetta di G. Bucciolini. Giocondo, cittadino di nascita ma abbandonato nella ruota dello Spedale degli Innocenti di Firenze, è preso come garzone e cresciuto da una  famiglia di contadini.Cresce gran lavoratore e fattosi giovanotto, secondo il più classico degli intrecci, si innamora, ricambiato, di Agatina, la figlia dei suoi ospiti.
 Fra caratteristici quadri di vita contadina (la processione per i campi, la cena della vendemmia con i canti in ottava rima, gli stornelli e i balli, la frenesia per l’arrivo di un temporale, la vendita di una vacca…) entusiasmi, scoraggiamenti, equivoci e intermezzi gorgheggianti, si giunge a una conclusione che recherà fortuna e lunga felicità per tutti.

dal 2007- "L’acqua chèta" Commedia in tre atti in vernacolo della Val di Chiana liberamente tratta dall’omonima commedia di A. Novelli. In casa del vetturino Ulisse le due figliole Ida e Anita con la madre, la sora Rosa, ricamano mentre Cecchino, un giovane falegname lavora ad una riparazione. Anita e Cecchino si vogliono bene e non si vergognano di manifestare il loro affetto. Ida, la schiva e timida sorella minore, sembra da ciò molto infastidita mentre il buffo garzone Stinchi ha capito subito i buoni propositi del falegname e si fa alleato dei due innamorati. Ulisse appena rientrato in casa, è informato da Cecchino del suo sentimento per Anita e sarebbe anche disposto a dare il suo consenso quando interviene sua moglie che liquida il falegname con poche e chiare parole: per sua figlia ha altre ambizioni. Arriva intanto il nuovo inquilino Alfredo, un giovane a cui la sora Rosa ha affittato una camera. Alfredo sembra un tipo molto distinto ma Anita riconosce in lui lo spasimante di quell'acqua cheta di sua sorella Ida. La sera stessa troviamo i nostri eroi a cenare in giardino. Anita con il suo dolore per l'amore contrastato, e Ida, tutta ammaliata dalle parole che declama il latest news signorino Alfredo. Anche la sora Rosa è conquistata dai modi gentili di Alfredo che con diverse bugie si fa benvolere. Alfredo però ha addirittura organizzato una fuga con Ida e ha già noleggiato una carrozza. Mamma Rosa è disperata alla notizia della fuga dei due giovani: che scandalo! Fortunatamente Cecchino ha ascoltato il colloquio fra Ida e Alfredo e ha potuto riacciuffarli con l'aiuto di Stinchi. Il latest news falegname è un bravo giovane e va ricompensato: avrà la  ray ban usa sua Anita. In quanto a Ida, dopo la dovuta romanzina, potrà sposare Alfredo anche se ancora una volta si rivela saggio l'antico detto: "L'acqua cheta rovina i ponti!".

2009 -  "Vacanze forzate" di Antonella Zucchini; regia di Renato di Troia e "Il Cilindro"
La commedia è ambientata a Viareggio negli anni sessanta, dove, in uno stesso villino,  per un disguido dell’agenzia, si trovano a trascorrere le vacanze due famiglie: una di ricchi ortolani e una di nobili decaduti. Fra persone così diverse, in un ambiente dove l’apparire domina l’essere, non possono che nascere accese parapiglie e drastiche spartizioni del territorio, ma, in queste “Vacanze forzate”, non tutto il male vien per nuocere… Con “Vacanze forzate” la Compagnia ha ricevuto il premio per la migliore attrice al Festival Nazionale del Teatro dialettale di Spoleto, (Serena Camilloni, la Ines) nel dicembre 2009.

2010 - "Tango de la gillusia ‘n chjena"  commedia comicissima in tre atti di Zeno Marri. Regia della Compagnia.
La gelosia è il motore di tutte le vicende della commedia. I primi ad essere contagiati sono Gigi e la Menca una coppia di non più giovani contadini con una figlia in procinto di sposarsi. Tutto comincia quando la Menca trova nelle tasche del marito un calendario di quelli che i barbieri regalano a Natale.Presa dalla gelosia decide di farsi confezionare per il matrimonio della figlia un vestito come quelli indossati dalle “donnine” del calendario con immaginabili comiche situazioni. A questo punto scoppia un parapiglia ray ban sale  e la gelosìa che ormai è dilagata rischia di far saltare anche il matrimonio della figlia e di rompere quello della sorella di Gigi che con il marito finanziere era arrivata per essere presente al matrimonio della nipote. L’intervento di today news uno inconsueto indovino, che crea movimentate e comiche situazioni, porta all’immancabile lieto epilogo finale.Con la commedia la Compagnia ha partecipato a varie rassegne di teatro popolare regionali e nazionali dove ha ottenuto importanti riconoscimenti: il premio per la migliore attrice, il miglior autore e 2 volte per il miglior attore.

 
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