Provincia di LIVORNO
 
  Compagnia   IL CARROZZONE DI LIVORNO



COMPAGNIA
denominazione IL CARROZZONE DI LIVORNO
via Del Fagiano, 106
comune Livorno
cap 57125
provincia LI
rec. telefonici 0586.854167
fax
sito internet
mail



LA COMPAGNIA
storia ed identità

Già in passato la compagnia ha portato sulla scena temi di strettissima attualità, affrontandoli con "spirito livornese" in modo da tener sempre vivo l'interesse verso il vernacolo. Tra una risata e l'altra, l'intento è quello di offrire al pubblico l'opportunità di fare una piccola riflessione sui temi trattati in scena.


2005- "I' marito der mi figliolo" di G. Pancaccini. L'ispirazione per questo testo è stata offerta al regista da due ragazzi pisani la cui storia è salita all'onore delle cronache nel momento in cui hanno deciso di rendere noto il proprio amore ed unirsi in matrimonio, registrando il loro pacs. La commedia narra appunto di due giovani coraggiosi che, appellandosi alla legge dell'amore, hanno seguito l'esempio dei due ragazzi pisani. Scontata la reazione delle due famiglie, una delle quali è radicata nel verace quartiere della Venezia Livornese. Ma inaspettatamente la comprensione materna risolve la situazione senza curarsi dei clamori che la notizia ha suscitato e, soprattutto, dei pettegolezzi e della malevolenza del vicinato.

2006- "L'isola dei loiosi" di G. Pancaccini. Questo nuovo lavoro, una satira politica tutta in salsa labronica, narra la storia di un gruppo di anziane donne livornesi, tutte simpatizzanti del partito di Rifondazione Comunista, le quali decidono di trascorrere un’insolita vacanza estiva nell'Isola di Caprera. L'intento è quello di solidarizzare con la pronipote del Generale Garibaldi, promotrice di una denuncia contro il degrado dell’isola, un tempo appartenuta al proprio avo. Tuttavia, il "Senza Furia", bistrattato piroscafo sul quale s’imbarcano da Livorno le nostre protagoniste - unitamente ad una famiglia pisana ed ad una variopinta comitiva di turisti di varie nazionalità appena sbarcati dalla nave da crociera Queen’s Mary - mentre naviga a largo a largo dell’isola di Budelli collide misteriosamente con l’imponente "Gabbiano di Arcore", che trasporta i vertici della Casa delle Libertà, Cavaliere compreso, per un segretissimo summit pre-elettorale. Equipaggi e passeggeri, tutti salvi ed illesi, naufragano nella vicina isola di Budelli, dove saranno costretti ad una convivenza forzata, dividendo difficoltà, viveri, emozioni, ma anche momenti di divertimento e duri scontri, di matrice ovviamente politica, in attesa di essere salvati. E mentre le speranze di ritrovare salvi gli sfortunati e celebri protagonisti dell’ennesimo inspiegabile disastro si assottigliano, nel mondo intero si scatenano reazioni di ogni sorta. L’esito della storia, chiaramente a lieto fine, riserverà comunque alcuni colpi di scena destinati a lasciare il segno nell’intero scenario politico internazionale… almeno in platea.

2006 - "La vedova troppo allegra" di Giuseppe Pancaccini
con Aldo Bagnoli, Giuseppe Pancaccini, Tiziana Foresti,Cristina Marziali, Aldo Corsi, Piero Paoli, Marcello Marziali, Franco D’Andrea, Marco Rossi e Viviana Larice. Nella ricorrenze del centenario della celebre operetta di Franz Leart, l’esilarante e grottesca storia, si svolge in un palazzo popolare del quartiere dell’antica Venezia di Livorno, dove alcune magnanime vedove, si dedicano a tempo pieno nell’attività di volontariato di vario genere, ospitando quotidianamente pensionati e personaggi all’apparenza ambigui. Casualmente i carabinieri, nel pieno svolgimento di una delicata indagine, notano l’insolito via vai nel palazzo interessato e decidono di mettere sotto controllo tutte le utenze telefoniche della famiglia della padrona di casa e di alcuni inquilini. Trascorso un periodo di accurate investigazioni i militari dell’Arma decidono di fare irruzione nell’abitazione, certi di trovarvi il corpo del reato, pronti a compiere una clamorosa retata: viene pertanto disposta l’operazione e i carabinieri entrano in azione approfittando della presenza di tutti gli indiziati…

2007-  "La grande sorella" testo e regia di Giuseppe Pancaccini
con Aldo Bagnoli, Aldo Corsi, Piero Paoli, Alba Noemi, Tiziana Foresti, Cristina Marziali, Marco Rossi, Valerio Chiesa, Marcello Marziali, Doranna Natali, Giuliana Vivo, Salvatore Capuozzo, Marco Gini, Franco D’Andrea, Luca D’Alesio, Massimo Nenciati e la partecipazione della Master Dance Livorno, Bozzetti P. Della Palma - Scene G. Izzo Roma, Costumi M. Cristina Buccarella - Sartoria Il Carrozzone, Accessori Panciatici Livorno - Direzione musicale M. Rey. Direzione di scena M. Ferrari - Direzione artistica P. Bazzali. Luci e audio A. Fava. Coreografie R. Bonaretti - Solista L. Di Domenico
Regia di Giuseppe Pancaccini
Questa nuova commedia in vernacolo di Giuseppe Pancaccini, racconta di una esilarante esperienza di una comitiva di donne livornesi veraci (interpretate da Aldo Bagnoli, Piero Paoli e Aldo Corsi), ritrovatasi per caso a trascorrere qualche giorno di vacanza in un monastero di suore passioniste trasformato in rinomato centro turistico per personaggi vip. Tutto ha origine da una casuale vincita da parte di una pia donna (Alba Noemi), loro amica, di un concorso indetto da una rivista religiosa.Destinazione, Lenno, sulle rive del lago di Como, dove la compagnia delle donne livornesi contano di poter trascorrere qualche giorno lontano dai mariti ed all'insegna di aria buona grasse mangiate e incontri vip. Da parte loro, le suore attendono un gruppo di pie donne, meritevoli della più appassionata accoglienza.Niente di tutto questo. Giunte a destinazione, le malcapitate livornesi vengono accolte dalle rude e misteriosa Madre Superiora (Tiziana Foresti) che, intuito il malinteso, da subito cerca di dissuadere la comitiva labronica imponendole le regole rigide della clausura medievale allo scopo di tenerle lontane dai regali e prestigiosi ospiti (capitanati da Marcello Marziali) e salvaguardare l'immagine del centro, peraltro afflitto da ingenti debiti. L'effetto sarà devastante. La cura" della Superiora e delle sue variopinte sorelle, non basterà a convincere la comitiva livornese a lasciare il monastero, dove rimarrà quanto basta per scombussolare il soggiorno ai celebri ospiti, alle monache e ai fraticelli aggregati, ma soprattutto, rendendosi protagonista di un incredibile fatto di cronaca con tinte giudiziarie e dall'epilogo a sorpresa che vedrà coinvolti celebrità hollywoodiane, notai, alti prelati e pure fantasmi in carne ed ossa. Niente di profano, ma solo gags divertenti, musica, allegria e tante confessioni.
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