Provincia di FIRENZE
 
  Compagnia   GRUPPO TEATRALE GAVENADOPOCENA



COMPAGNIA
denominazione GRUPPO TEATRALE GAVENADOPOCENA
via S. Bartolomeo, 40
comune Gavena-Cerreto Guidi
cap 50050
provincia FI
rec. telefonici 0571.79198 - 3283213225
fax
sito internet http://www.gavenadopocena.massimovalori.net
mail gavenadopocena@libero.it



LA COMPAGNIA
storia ed identità

Le origini della Compagnia Teatrale "Gavenadopocena" risalgono al settembre 2002, quando a Gavena, un paese del comune di Cerreto Guidi, in provincia di Firenze, Massimo Valori, Beatrice Martelli e Roberta Rossetti iniziarono a lavorare a "Gaveneide", un progetto che si proponeva di raccontare la storia del paese attraverso una commedia.

Fu nel mese di marzo 2003 che si costituì il gruppo di persone che dovevano mettere in scena "Gaveneide", per la maggior parte composto da abitanti del paese. Il gruppo decise di chiamarsi "Gavenadopocena" per due ragioni: la prima perché appunto costituito da Gavenesi (reali, ex, acquisiti e... simpatizzanti); la seconda in quanto si tratta di attori non professionisti, che esercitano l'attività teatrale per pura passione, il più delle volte la sera dopo cena.

"Gaveneide" riuscì benissimo e quello che doveva essere un progetto a termine diventò così il punto di partenza per l'attività degli anni successivi: "Gavenadopocena" si costituì ufficialmente come Associazione non riconosciuta e nacque ufficialmente la Compagnia Teatrale.


2003- "Gaveneide", di Massimo Valori. Un pomeriggio in casa di Filippo, un ragazzo alle prese con i compiti. Deve prepararsi sulla storia del suo paese, ma non sa come fare: chiede alla madre, ma questa non ne sa nulla. Così rimuginando si appisola e in sogno gli appaiono prima un etrusco, poi un romano, dai quali Filippo cerca di ottenere qualche notizia, ricavandone più confusione che altro. Arriva allora Meo, al secolo San Bartolomeo (patrono di Gavena), il quale, dopo una fugace apparizione di Annibale, cerca di fare chiarezza raccontandogli pazientemente la storia di Gavena (o meglio, quel poco che se ne sa) e presentandogli anche altri due personaggi: il capitano di parte guelfa e il principe don Antonio de don Giovanni Ramirez de Montalvo. Ma nonostante gli sforzi di Meo, Filippo resta un po' deluso dalla storia del paese, che risulta alla fine frammentaria e insignificante. Allora Meo introduce tre paesane, che si mettono a raccontare gli aneddoti comici del passato di Gavena e a descrivere i personaggi più singolari e divertenti. Ecco che Filippo finalmente è soddisfatto: il sogno termina, ma lui ha avuto le risposte che voleva. Nel finale, Filippo e tutti gli altri personaggi declamano una poesia che è un po' il sunto della storia del paese e una sorta di ammonimento per tutti i non Gavenesi, che non sanno "qual tesoro, non d'argento e nemmen d'oro" si cela a Gavena.
2004- "Gli antidiluviani", di F. Paolieri. La vicenda si svolge in Toscana nei primi anni del secolo, e vive sui contrasti tra i coniugi Gedeone e Adele (gli antidiluviani, per l’appunto) e il loro figlio Orazio, il cui modo di pensare e di agire risente inevitabilmente dei tempi che stanno cambiando, tempi ai quali Gedeone e Adele non vogliono sapere di adeguarsi. Infatti Orazio, in barba ai dettami di famiglia, da una parte si innamora della figlia della loro serva, e dall’altra prende le difese degli operai dell’azienda di loro proprietà, convinto sostenitore delle nuove idee di libertà e giustizia che il vento della rivoluzione comunista sta ormai portando anche da quelle parti. Ma Gedeone e Adele sono due ossi duri, e il contrasto fra la vecchia e la nuova generazione si acuisce a tal punto che si arriva alla rottura definitiva di ogni rapporto. Ma la ragione e il buon senso alla fine prevarranno, per la gioia e la felicità di tutti.
2005- "Firenze agli sgoccioli", di G. D'Onofrio. Tutta la vicenda gira intorno alla cronica mancanza d’acqua nel condominio dove abita la famiglia Trambusti, situazione questa che esaspera gli animi e acuisce gli eterni contrasti tra Nereo, la moglie Candida e la suocera Alba. Completano il quadro la figlia Sabrina alle prese con l’ennesimo fidanzato e l’immancabile corollario di inquilini caciaroni e impiccioni che non perdono occasione per mettere il naso nelle faccende di famiglia.
2007- "La bon'anima", commedia di Ugo Palmerini, per la regia di Massimo Valori. La trama, manco a dirlo, ruota intorno a una bon’anima, cioè a qualcuno passato a miglior vita. Carlo Collodi, per bocca del suo celeberrimo Pinocchio, sosteneva che “I morti son morti, e la miglior cosa che si possa fare è quella di lasciarli in pace.” Non è certamente questo che pensa Stefano del defunto suo genero, Orazio, scomparso prematuramente. Secondo Stefano, le lacrime che versano sua figlia Elisa e sua moglie Marianna sono sprecate e immeritate, e cerca in tutti i modi di dimostrarlo, fra contrasti e querimonie. Finché non tornerà dalla Francia il nipote Carlo, che aiuterà tutti a capire come stanno realmente le cose.
2008 - Basta che sian di fòri
di Massimo Valori,
La commedia, tre atti in vernacolo empolese, ruota intorno all'agriturismo della famiglia Sguanci, per un motivo o l'altro visitato solo da ospiti toscani, le cui vicende si alternano e si intrecciano fino a far diventare tutti matti.
La regia è curata dallo stesso Massimo Valori, mentre gli attori sono Stefano Brancato, Simone Gasparri, Francesco Gelli, Elena Martelli, Cristina Minneci, Lorenzo Moscatelli, Lucia Rinaldi, Roberta Rossetti, Ettore Santantoni, Carla Stefanelli ed Elia Vestrucci, con Beatrice Martelli come rammentatrice e Barbara Fattori in veste di aiuto regista.
2009 - Meglio che sian di dentro
una serata di atti unici e... varie ed eventuali.
Si comincia con "Vi ci piglio tutti", un atto unico "teatral-surreale" scritto e diretto da Massimo Valori, che verrà rappresentato per la prima volta; poi toccherà all'inossidabile "La sposa e la cavalla" di Nino degli Orasi, un altro atto unico. Farà da intercalare Mauro Fattori, ospite d'onore, con il suo cabaret e i suoi personaggi.
2010 - "Se si vòle si pòle", il nuovo spettacolo di Gavenadopocena: non una commedia, ma una serie di quattro atti unici, per coinvolgere gli spettatori in un divertente viaggio attraverso le tante facce del teatro popolare. Si comincia con "Vi ci piglio tutti" di Massimo Valori, che è anche regista di Gavenadopocena, per proseguire poi con "La sposa e la cavalla" di Nino degli Orasi, poi con "La Cafissi e la Falossi" di Gianfranco d'Onofrio e infine con "Guardie di notte" di Emilio Caglieri. Una serata varia, uno spettacolo diverso dal solito, che regala due ore spassose e piacevoli a tutto il pubblico, ed esalta le poliedriche qualità degli attori di Gavenadopocena: Simone Bellini, Stefano Brancato, Simona Crocini, Barbara Fattori, Simone Gasparri, Francesco Gelli, Elena Martelli, Cristina Minneci, Lorenzo Moscatelli, Roberta Rossetti, Ettore Santantoni, Mariella Savelli, Carla Stefanelli, Cecilia Tosti, Massimo Valori ed Elia Vestrucci.
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