Provincia di AREZZO
 
  Compagnia   FILODRAMMATICA BIBBIENESE



COMPAGNIA
denominazione FILODRAMMATICA BIBBIENESE
via Guidi, 7
comune Bibbiena
cap 52011
provincia AR
rec. telefonici 0575.507214 - 339.1116555
fax
sito internet
mail



LA COMPAGNIA
storia ed identità Given that this is a Swiss Tissot product, chances are that it is going  to be of a much higher quality than most timekeeping electronic sensor dongles or other similar gear meant to hang on your backpack or in your bag but then , it has a price to match. The T-Touch combines traditional analog hands and a digital screen for a successful formula which has been very  good for Tissot since the T-Touch's original debut in 1999.

Della "Filodrammatica Bibbienese" si può quasi dire che esiste da sempre. Infatti, a testimonianza di ciò, i più anziani di Bibbiena dicono "di avercela trovata" e ricordano, sia pure vagamente, i motivi delle pitì vecchie operette. Già da allora la Filodrammatica si recava con le sue rappresentazioni in  altri paesi e partecipava ad alcuni concorsi ad Arem ottenendo buoni risultati. Dopo un periodo di pausa, nel 1972 la Filodrammatica si ricostituisce con i pochi (ma sempre entusiasti) anziani rimasti e molti giovani che, con tanta vitalità, hanno portato nuovo impulso e nuove idee.

Da allora la Filodrammatica non si è più fermata e quasi a ogni nuova stagione ha cercato di accontentare il proprio affezionato pubblico proponendo principalmente il genere comico, che va dalla Commedia alla Commedia Musicale.

Costituitasi legalmente nel 1987, la compagnia  ray ban uk è iscritta all'albo provinciale dell'associazionismo. Da qualche anno, in un progetto di rinnovamento e di apertura ai giovani, la Filodrammatica ha avviato anche una "scuola di teatro".

Tra le prime opere realizzate citiamo: la "Mea" (tratta da una rievocazione storica paesana, scritta da un concittadino), "L'acqua cheta", "Il gatto in cantina", "La moglie bella", "La sora priora", "Le forche caudine", "L'albergo del buon riposo", "Firenze Trespiano e viceversa", "77 lodole e un marito", "Il marito la moglie la morte", "Attenti c'è la zia", "13 a tavola", "Il medico del duce", "Se devi dire una bugia dilla grossa". Si tratta di spettacoli che la Filodrammatica ha avuto occasione di rappresentare sia a Bibbiena che in altre località provinciali.

 1974- "La Mea", di G. Gabiccini. Bibbiena è divisa in due rioni, quello nobile dei "piazzolini" e quello povero dei "Fondaccini". Il figlio Marco del conte Tarlati (signore di Bibbiena) s'innamora della bella popolana Bartolomea detta "Mea", promessa sposa di Cecco il tessitore che la rapisce. Il popolo del Fondaccio insorge. La contesa fra i rioni viene risolta dall'intervento del conte Tarlati, il quale pone termine ai tumulti restituendo la "Mea" al suo promesso sposo.

1977- "L'Acqua cheta", di A. Novelli. Firenze in un cortile di fronte ad una casa popolare dove abitano il padre Ulisse, la madre Rosa con le due figlie, Anita la più sbarazzina e Ida una vera acqua cheta che di tutto si vergogna. Cecco, un bravo ragazzo, muratore e socialista, è innamorato di Ida e chiede la sua mano ma la madre la rifiuta perché non lo può soffrire- Aifredo un giovane elegante e perbenino cerca una camera in affitto e la sora Rosa stravede subito per lui. Una sera la mamma ed Ida escono con lui per vedere il corteo della rificolona; Anita resta a casa per incontrarsi con il suo Cecco, ma disturbati dall'arrivo improwiso del padre Ulisse, Cecco è costretto a salire sul fico per nascondersi. Da lì riesce, con l'aiuto di Stinchi lo stalliere, a fermare la fuga di Ida e Alfiedo. Grande disperazione della mamma che si vede tradita dalla figlia Ida. Grazie al merito del bravo Cecco e di Stinchi tutto finisce per il meglio e con la gioia dei genitori, Anita ed Ida sono finalmente spose felici.


1978- "Il gatto in cantina", di N. VItali. Antonio e Carlotia giovani sposi in luna di miele nella loro villa sulle colline di Firenze vivono come due colombi tubando in continuazione. Ospiti di Antonio sono sua zia Giuditia e sua figlia Grazia, ragazza timida e succube della madre. Grazia è triste e soffre vedendo tutte le smancerie dei giovani sposi perché pensa sempre ad un bacio lanciatole da un giovane volontario mentre passava sotto le sue finestre per arruolarsi con Carlo Alberto. Antonio comincia ad essere stanco della presenza della zia che non lo lascia mai in pace con la sua sposina e vorrebbe rimandarla a Firenze ma teme di rimanere fuori dall'eredità alla sua morte. Ad Antonio non rimane che studiare un piano assieme al suo vicino di casa Procopio per far innamorare Grazia. 

2005- "Se devi dire una bugia dilla grossa", testo tratto da Ray Cooney. La brillante pièce si svolge nell'ambiente romano, ai nostri giorni, nel mondo dei vip, dei politici e dei loro amici. Al centro di tutto questo: l'hotel Palace, testimone di vicende di sapore boccaccesco, in un turbinio di porte che si aprono e si chiudono, di false generalità, che fanno impazzire l'addetto alla reception, i camerieri... e anche gli spettatori.

2009 "Ecco la  

sposa" Commedia in due atti di Ray Cooney e John Chapman
Regia:  Stefania Pierazzuoli
Siamo a Londra, in casa di Ursula e Timothy Westerby, eccentrico pubblicitario, fervono i preparativi il giorno delle nozze della figlia Judy, alla presenza di una suocera arrogante e di un suocero svampito.  Tutto sembra scorrere velocemente verso la cerimonia quando all’improvviso arriva Polly e…….. cosa succede se l’aria di festa viene guastata da un improvviso ‘incidente’?........se la grigia esistenza del protagonista stressato ed ipocondriaco, viene scossa proprio il giorno del matrimonio della figlia?

2007 "Ortensia ha detto: Me ne rego!” Commedia in un atto di Georges Feydeau
Regia:  Roberto Lombardi
Siamo in uno studio di un dentista. Sua moglie vuole che la cameriera Ortensia sia repliques montre de luxe|montre pas cher rolex|replique breitling navitimer pas cher|rolex oyster perpetual femme|montres femmes pas cheres|montres femme rolex| licenziata perché dopo aver saputo che la gatta ha fatto pipì nel suo manicotto, alle sue rimostranze ha risposto: “Me ne frego!”. Il dentista non vuole essere così intransigente, e anzi tra un paziente e l’altro, chiede anche consiglio ad Ortensia su come  comportarsi con la moglie e per di più le dà un aumento.
Questo atteggiamento suscita la gelosia della moglie, che lo accusa di preferire la cameriera a lei, e anche quella del compagno di Ortensia che lo sfida a duello. Risultato: anche la cuoca si mette a dire “me ne frego!” nella speranza di ottenere a sua volta un aumento.

   

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