COPIONI

 

  GALLINA VECCHIA di Augusto Novelli (1911)
   
  I' CODICE DELL’AMICO di Massimo Battaglini (2005)
   
  TOMBOLA COL MORTO
Ovvero Gli amori al tempo dell’alluvione

Commedia brillante in 3 atti Di Massimo Beni
   
  LA CREZIA RINCIVILITA
Versione in vernacolo fiorentino moderno
di Alessandro Bencistà
   
  LA SUPPOSTA EREDITA'
di Stefania Mancini e Maurizio Faggi
adattamento di Angelo Savelli
   
 

PUBBLICAZIONI

VOHABOLARIO DEL VERNAHOLO FIORENTINO
E DEL DIALETTO TOSCANO DI IERI E DI OGGI

E’ un’operazione culturale di grande importanza per il territorio quella costruita dalla casa editrice fiorentina Romano Editore insieme all’autore Stefano Rosi Galli. Un compito che ha richiesto all’autore molti anni di lavoro, di meticolosa raccolta e di controllo delle fonti, un impegno che la Romano Editore ha voluto onorare costruendo un volume insieme a
sole maestranze del territorio.
ll “Vohabolario” formalizza e registra una lingua viva che affonda le proprie radici nella tradizione popolare e letteraria. Non un richiamo culturale dal sapore antiquario, ma una vera e propria incursione nella toscanità attuale, impaticamente orgogliosa, che non ragiona più del primato e del genio, ma si interroga nuovamente sul proprio ruolo linguistico nella dimensione globale del nostro dire e del nostro scrivere. “E’ un’opera che colma un vuoto, quello creato dalla globalizzazione che rischia di far perdere la conoscenza e l’amore per il territorio e le tradizioni – spiega Eugenio Giani,
Presidente del Consiglio Comunale di Firenze, che ha abbracciato con grande entusiasmo l’iniziativa della Romano Editore – ed è proprio questa la caratteristica peculiare dell’opera: quel senso di unione e unicità che caratterizza da sempre i fiorentini nel mondo”. L’autore Rosi Galli ha voluto trascrivere in italiano i termini toscani più difficili da
riconoscere, spiegandone il significato e il modo d’uso più comune. Simpatiche e curiose sono le storie popolari che spiegano l’origine del vocabolo e le semplici note etimologiche, con esempi pratici che illustrano l’uso della parola nella vita quotidiana. Accanto al tradizionale elenco di definizioni (con oltre 3300 voci) si trovano circa 1800 modi di dire e proverbi tra i più curiosi e antichi, ma non solo: il volume è anche arricchito da citazioni letterarie, schede sui ersonaggi storici toscani oltre ad una utilissima guida alla lettura del dialetto con grammatica. “Questo Vocabolario è stato creato perché siamo convinti che la costruzione di un buon futuro affondi le radici nel passato – dicono alla Romano Editore – il nostro desiderio è che in ogni casa di Firenze e provincia, e perché no toscani, ci sia una copia che possa servire da testimone tra le vecchie e le nuove generazioni. Per questo il libro è stato dedicato a tutti i toscani ed a tutti i fiorentini di nascita e di adozione. La dimostrazione è lo sforzo fatto per ottenere un prezzo decisamente popolare.”

“Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi”,
Romano Editore, 424 pagine, euro 12,00.
Disponibile nelle librerie e nelle edicole toscane, in molti punti vendita, presso la sede della casa editrice, online su www.romanoeditore.com

     
     
Collana COMMEDIA FIORENTINA diretta da ALESSANDRO BENCISTÀ
     

Alessandro Bencistà
LA COMMEDIA FIORENTINA IN VERNACOLO
I teatri e i principali autori dalle origini a oggi
Sarnus ed. Firenze 2008   €. 14,00

 Questa breve storia della commedia fiorentina in vernacolo, genere che in un passato non troppo remoto ha goduto d'enorme popolarità anche oltre la cerchia delle mura fiorentine, nasce anzitutto dall'esigenza di non far dimenticare una lingua antica e illustre: quel volgare trecentesco che Ferdinando Paolieri evoca nell'introduzione a I’ Pateracchio, ancora rintracciabile nella parlata quotidiana delle genti del contado. In più, grazie soprattutto ad Augusto Novelli, il più celebre d'una nutrita schiera di drammaturghi, la commedia vernacolare ci tramanda l'immagine nostalgica d'una Firenze popolata d'artigiani e bottegai, mamme e fidanzate, coi loro piccoli, quotidiani drammi domestici. Oggi quella città, quel mondo e quella gente non esistono quasi più, scomparsi come molti teatri popolari un tempo gremiti di pubblico. Con questo lavoro ci auguriamo d'offrire uno stimolo a mantenere viva una tradizione che ci ostiniamo ancora a frequentare, restituendo alla memoria, accanto ai nomi più celebri, quelli d'autori oggi quasi dimenticati, come Nando Vitali, Giulio Svetoni, Ugo Palmerini, Giuseppina Viti Pierazzuoli, Virgilio Faini, in tutto 27 schede biografiche comprendenti le più note commedie in vernacolo. La prima parte del volume è dedicata agli spazi storici dello spettacolo popolare prima della comparsa dei veri teatri, di cui si riporta una sintetica scheda e i precursori della moderna commedia in vernacolo, da Luigi del Buono creatore della maschera di Stenterello a Giovan Battista Zannoni e i suoi scherzi comici.

     
     
L’OTTAVA CONTINUA
Contrasti dilettevoli e varie storie in rima fra cavalieri e senatori, padani e romani, socere e generi ecc. ecc. in lingua volgare fiorentina
di Alessandro Bencistà
FirenzeLibri S.r.l. Reggello (Fi) 2010 Euro 12,50

Questa raccolta di rime occasionali dal contenuto giocoso, riunisce il nostro modesto contributo alla storia del contrasto poetico; il sottotitolo varie storie lo prendiamo da uno dei nostri più frequentati poeti popolari: Antonio Pucci, l’inventore del contrasto in ottava rima, il poeta campanaio a cui dobbiamo la grande diffusione che quel metro ebbe dalla metà del Trecento fino ai bernescanti del nostro secolo (Ceccherini, Piccardi, Logli ecc.). A loro e a tutti gli altri che abbiamo conosciuto e frequentato, il nostro doveroso inchino e il ringraziamento per averci condotto per mano fino ad oggi, permettendoci di imparare e assimilare il modulo e lo spirito della poesia estemporanea e alla fine di restituire valore, oltre che conservare quasi interamente, non solo quella cultura dell’oralità che era sul punto di scomparire, ma anche quell’italum acetum che ha sempre pervaso la poesia giocosa toscana.
Abbiamo fatto tesoro di quella tradizione popolare antica e, anche se non improvvisiamo, ci dilettiamo di lavorare ogni volta che capita l’occasione con l’endecasillabo e con l’ottava, che riempiamo di citazioni antiche colte e popolari, alla loro maniera. Del resto nell’uso di questo metro ci avevano preceduto sommi poeti che ricordiamo con religiosa deferenza: da Giacomo Leopardi a Niccolò Tommaseo, da Giuseppe Giusti a Ferdinando Paolieri; le loro scorribande nel campo dell’ottava ci sembrano una bene appropriata attenuante per giustificare il nostro ardire poetico.
E ci piace affermare, come ha suggerito l’amico Giovanni Kezich, che l’ottava continua, nonostante i grandi fratelli e i talk show, gli sberci insulsi di certi cantori contemporanei, i fragori assordanti delle buie arene notturne.
     
     

PIA DE’ TOLOMEI, LEGGENDA ROMANTICA DI B.SESTINI, PRECEDUTA DA UNA NOTIZIA SULLE MAREMME TOSCANE”
a cura di A.Bencistà,
Firenze-Libri ed. Reggello 2005, €. 13,00

Con questo titolo gli editori Ferdinando e Gaetano Chiari mandarono alle stampe una delle più belle ed amate leggende del Medio Evo toscano. L’autore è il pistoiese Bartolomeo Sestini, poeta e patriota vissuto a cavallo dei secoli XVIII e XIX, durante l’avventura napoleonica e scomparso giovanissimo a Parigi, dove si era rifugiato esule, nel 1822. La sua “leggenda romantica” in ottave ebbe fin dalla prima edizione una diffusione straordinaria, non solo in Toscana. In pochi anni la storia di Pia de’Tolomei, la sventurata fanciulla senese resa immortale dagli ultimi versi del V canto del Purgatorio dantesco, venne ovunque divulgata in parecchie edizioni e raccolte di poesie, facili ad essere acquistate da tutti per la tenuità del prezzo; in più furono scritte tragedie, bruscelli, maggi drammatici, romanzi che ancora oggi hanno un loro pubblico.
i tratta della prima leggenda in ottave, altre ne seguiranno. Mancava tuttavia un’edizione pregiata e curata con arte, finché gli editori fiorentini accogliendo “le magnanime ed efficaci sollecitudini di un PRINCIPE” non provvidero a stampare la bellissima e pregiata edizione del 1846, accresciuta di una “notizia sulle maremme toscane” e una carta geometrica, che Pietro Thouar aggiunse facendo tesoro delle ricerche storiche e geografiche di Emanuele Repetti. L’apparato iconografico fu ancora abbellito con otto grandi incisioni in stile romantico eseguite dal francese Lemercier; le illustrazioni furono in seguito imitatissime, in particolare quella in cui l’artista raffigura Nello che ritrova la Pia già mezza sepolta, ripresa anche nell’edizione Nerbini del 1931 da Tancredi Scarpelli che disegnò la coperta e le scene del fortunato romanzo di Diana da Lodi.
La presente edizione nella collana “il muricciòlo” ripropone il testo dell’edizione Chiari ricomposto con tutte le incisioni originali, l’introduzione con la biografia del Sestini corredata da una testimonianza di Pirro Giacchi su un gustoso episodio del periodo fiorentino di Sestini, un apparato di note esplicative sul testo e una bibliografia essenziale.

     
     
Alessandro Bencistà
VOCABOLARIO DEL VERNACOLO FIORENTINO
Con gli esempi delle principali voci da Dante a Benigni

Presentazione di Marco Hagge
FirenzeLibri ed. Reggello 2005; (prima ed. 2001)

A 66 anni dall'uscita dell'ultimo dizionario di VenturinoCamaiti, proponiamo questo nuovo vocabolario del vernacolo fiorentino con l'intento di ricordare a chi oggi lo ha (non per sua colpa) dimenticato, o non lo usa più, che si tratta di una lingua viva e impregnatadi un'antica nobiltà che ci sembra ingiusto relegare negli scaffali di una biblioteca. Una lingua che in certi casi si avvicina notevolmente al dialetto, come rilevò Tullio De Mauro in un convegno tenutosi a Firenze nel 1982, quando eravamo agli inizi della nostra fatica, ma che può vantare una produzione letteraria plurise-colare che, sia pure artisticamente molto lontana da quella dialettale del Belli e del Porta, merita un suo spazio nello scaffale della letteratura italiana. Più che alla narrativa o alla poesia pensiamo al teatro in vernacolo, la nostra fonte più cospicua di voci, non a caso molto apprezzato dai più grandi drammaturghi italiani, daGoldoni a Eduardo De Filippo.
Questo lavoro comprende oltre 3500 voci, tutte appartenenti all'area geografica di Firenze e della sua provincia, compresa la pratese, che quando abbiamo incominciato la ricerca, ne faceva ancora parte. Un arco di tempo dicirca sette secoli che segue la parlata fiorentina dalla nascita ai giorni nostri; quasi tutte le voci sono documentate con esempi tratti da autori (da Dante a Benigni, come recita il sottotitolo) o da fonti di natura diversa, sempre registrate nella stessa area.
A cosa serve oggi un lavoro come questo? La nostra presunzione è dimostrare che il vernacolo fiorentino non è una lingua morta, che c'è ancora una gran parte della popolazione che lo parla, scrittori e drammaturghi che lo utilizzano nelle loro opere, poeti che lo cantano, attori che lo recitano. Una parlata vivissima che intende resistere al rogo a cui i moderni mezzi di comunicazione di massa l'hanno condannata.
Come gridò un grande attore, in un bel film oggi dimenticato (L'Arcidiavolo), così gridiamo anche noi: "Fiorentini... prendete e’ secchi e spengete i’ foco. Dio bonino!"

     
     

Alessandro Bencistà
NUOVO VOCABOLARIO DEL VERNACOLO FIORENTINO Terza edizione
Presentazione di Marco Hagge
FirenzeLibri ed. Reggello (Fi) 2009 €. 39,00

Questa ultima edizione esce in formato lusso, rilegata in tela ed iscrizioni oro ma con una nuova grafica ed accresciuta di circa cinquecento voci, la maggior parte estratte da testi vernacolari di recente composizione, oltre ad altri testi antichi e moderni non consultati nei precedenti lavori. Una parte delle voci nuove è stata estratta dal lessico contemporaneo, soprattutto giovanile; altri apporti ci vengono continuamente suggeriti da amici e colleghi che hanno conosciuto ed apprezzato le due edizioni di questo lavoro. Certamente fra le tante parole vernacole presenti nella parlata fiorentina, ne avremo dimenticato qualcuna; provvederemo, nel frattempo ci scusiamo ricorrendo alla lapidaria frase che il Tommaseo usa nella sua prefazione al Dizionario dei Sinonimi: “Chi vuole imbandigione più lauta, apparecchi da sé”.  Fra le fonti utilizzate nel nostro vocabolario continuiamo a preferire i testi delle nuove commedie in vernacolo fiorentino contemporaneo,  settore che mostra ancora una vitalità eccezionale, ben lontana dall’esaurimento dell’ispirazione. Del resto il teatro vernacolare già lo abbiamo indicato come  una delle fonti più cospicue della nostra indagine, da Novelli a Càglieri, passando attraverso Paolieri, Vitali, Carbocci, spingendoci poi fino ai contemporanei, come il quasi classico Vinicio Gioli e ai più giovani drammaturghi come Ugo Chiti e Alberto Severi.  Nell’epoca della globalizzazione imperante (senza per questo rinunciare alla conoscenza dei nuovi linguaggi mediatici come l’uso dei segni e delle abbreviazioni negli SMS scambiati con i telefonini) noi continuiamo ancora a frequentare le botteghe tradizionali, i mercati ambulanti, i poeti in ottava rima, il teatro dilettante della periferie, imparando sempre qualcosa di nuovo. Insegnando anche, quando ci capita l’occasione (cioè sempre), la parlata dei nostri avi, specialmente nella scuola, dove i giovani conoscono le più moderne espressioni dei vari social network come you tube e face book, ma ignorano cosa siano il bacìo e il roventino, non parliamo poi della martinicca e dell’abburatto. Giovanni Pascoli si era già accorto all’inizio del secolo scorso di questa mutazione, quando scriveva nell’introduzione ad una sua antologia per le scuole secondarie inferiori: “E intanto la scuola, se anche non vuole insegnare quelle parole proprie e miracolose, non s’ingegni almeno di farle dimenticare”.

     
     

DVD + libretto
ACQUA CHETA”

Operetta di Augusto Novelli con Musiche di Giuseppe Pietri
Nella rappresentazione della Compagnia Teatrale IL GRILLO


EDIZIONE SPECIALE CON MUSICHE DAL VIVO IN OCCASIONE DEL CENTENARIO DELLA PRIMA RAPPRESENTAZIONE (R. Teatro Alfieri di Firenze 28 gennaio 1908)
CON LIBRETTO A CURA DI ALESSANDRO BENCISTA'

DAL 30 OTTOBRE NELLE MIGLIORI LIBRERIE, EDICOLE E NEGOZI SPECIALIZZATI

Possiamo dire che il testo de l' "Acqua cheta", per Firenze e la Toscana tutta, è praticamente scritto nel DNA di ogni persona. "L'acqua cheta... rovina i ponti!", almeno una volta in ogni famiglia toscana tale esclamazione è stata pronunciata in riferimento a persona sì silenziosa, ma in grado anche di far danni. Da questo roverbio Augusto Novelli trae ispirazione per la sua più famosa commedia in vernacolo fiorentino rappresentata per la prima volta al "R. Teatro Alfieri" di Firenze il 28 gennaio 1908. Più tardi, nel 1920, il grande musicista e compositore elbano Giuseppe Pietri, arricchì la commedia con arie rimaste nella memoria collettiva della Toscana popolare da generazioni. Chi non ricorda la "Canzone della rificolona" o "Come è bello guidare i cavalli"?
Tra le cose che identificato Firenze e la Toscana c'è dunque anche uno spettacolo teatrale. L' "Acqua cheta" è un bene di questa regione come lo sono gli altri beni artistici ammirati dai turisti di tutto il mondo. Dopo 100 anni il pubblico di tutte le età e di tutte le classi sociali, viene ancora a vedere festosamente questa commedia.
Grazie alla Compagnia "Il Grillo" tra le cui fila militano Sergio Forconi, Giovanna Brilli e Raul Bulgherini, è stato possibile festeggiare questa ricorrenza, la quale, per iniziativa del Teatro di Rifredi di Firenze, è stata arricchita con una piccola orchestra che ha accompagnato la commedia con le musiche originali di Giuseppe Pietri.
Personaggi, storie e modi di essere ancora vivi nella Toscana popolare non del tutto persi, rivivono in queto DVD da collezione.
Le interviste dietro le quinte sono a cura di Angelo Savelli.
Riprese effettuate presso il teatro di Rifredi di Firenze l'8 gennaio 2009.
Si desidera ringraziare la Direzione ed il personale del Teatro di Rifredi di Firenze per l'ospitalità accordataci durante le riprese.

Durata: 167 minuti
Contenuti extra: interviste dietro le quinte
Accesso diretto a: singoli atti, scene cantate

ULTERIORI APPROFONDIMENTI
www.sempereditrice.it


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




ottimizzato per 800x600 / 1024x768 - COLORI 65.536 - copyright Pupi e Fresedde 05/06 © - ottobre 2005 - design by creativalab.com